La mia ricerca pittorica nasce da un dialogo continuo tra interiorità e mondo. Le mie opere non raccontano storie individuali, ma riflessioni universali sull'essere umano, sulla sua capacità di trasformarsi, di perdersi e ritrovarsi, di esistere in tensione tra ciò che è visibile e ciò che rimane latente.
La figura umana è al centro di questo processo: non come soggetto statico, ma come forma viva che si modifica senza mai dissolversi, che porta con sé il peso dell'identità anche quando cambia. L'olio su tela è il luogo in cui questa trasformazione avviene lentamente, con la materia come testimone.
Ho avuto l'onore di confrontarmi con maestri come Nicola Samorì, un'esperienza che ha rafforzato la mia vocazione interiore più profonda: l'arte è visione, ossessione, croce e delizia della ricerca appassionata alla verità.